
Il Museo di Nonno Amedeo
Amedeo Giannini, nasce a Porcari nel 1933, all’età di sei anni si trasferisce a Massarosa dove tuttora risiede. Fin da bambino aiuta la famiglia (coloni mezzadri) nei vari lavori agricoli, ma la sua natura lo porta verso attività commerciali, pertanto nel 1948 va a lavorare come legatore di granate di saggina in una fabbrica di Viareggio, dove resta fino al 1953 per poi intraprendere attività di commercio ambulante di mercerie, che è costretto a lasciare per adempiere al servizio militare e dopo un periodo di tre anni svolto in Sardegna come commerciante di abbigliamento, rientra a Massarosa e intraprende quell’attività di rappresentante che lo porterà alla soglia della pensione.
Dopo il pensionamento, dedica il suo tempo all'Agriturismo e Fattoria Didattica
"Il Giardino di Manipura", fondato dalla figlia Elena e dalla nipote Eleonora nel 2012. Qui, insieme alla sua famiglia, insegna ai bambini i segreti dell'agricoltura e i vecchi giochi ormai in disuso. È anche socio dell'Istituto Storico Lucchese, Sezione Guglielmo Lera di Massarosa.
All'interno del Museo di Amedeo,
Bis nonno della nostra Fattoria
Potrai trovare

Tradizioni agricole
La vita agricola di un tempo, in cui ogni seme aveva un valore profondo e ogni raccolto raccontava una storia di fatica, passione e connessione con la terra, prende vita grazie ai racconti di Amedeo.
Antiche tradizioni che hanno permesso alle generazioni di sopravvivere e prosperare. Il lavoro nei campi seguiva i ritmi delle stagioni e cultura come il grano, il riso, le arachidi e molte altre erano fondamentali per il sostentamento quotidiano. Ognuno seguiva un ciclo unico, che rifletteva le caratteristiche del territorio e l'ingegno degli agricoltori, i quali, attraverso tecniche tramandate di padre in figlio, riuscivano a sfruttare al meglio la terra per ottenere i frutti necessari alla vita.
Grazie ad Amedeo, memoria storica della nostra Fattoria, riscopriamo le tradizioni agricole con cui la terra veniva lavorata con rispetto e che oggi, quegli stessi terreni, sono curati e coltivati ​​con amore e passione da noi del mondo Oligea - Manipura.

Racconti di vita
Amedeo condivide la storia della sua vita, un racconto che affonda le radici in anni di esperienze vissute intensamente. Un uomo comune, ma con una ricchezza di vissuto che pochi possono vantare. Molti dei suoi anni più giovani li ha trascorsi immerso nel cuore del padule, a contatto diretto con la natura e le sue risorse. Quel legame profondo con la terra e con il territorio lo ha segnato nel profondo, alimentando in lui una passione per la storia e le tradizioni locali. Questa connessione intima con la sua terra natale lo spinge oggi a raccontare le bellezze, le risorse e le ricchezze che il nostro territorio ha da offrire.
Amedeo ci porta a conoscere la testimonianza diretta di chi ha vissuto, lavorato e amato questa terra, trasmettendo un'eredità di esperienze che non si trova sui libri, ma solo nelle storie di chi l'ha vissuta in prima persona. Le sue parole sono un ponte tra il passato e il presente, un invito a riscoprire il valore di un territorio.
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Mestieri di un tempo
I mestieri di un tempo rappresentano un mondo fatto di tradizione, arte e passione, in cui ogni attività era legata alla natura e alla vita quotidiana delle persone. Questi mestieri, oggi quasi dimenticati, Amedeo ci permette di riscoprirli.
La realizzazione di scopetti o di granatini, la coltivazione di saggina o la produzione dei bachi da seta, erano parte integrante della vita di un tempo, fatti da mani esperte, davano vita e forma a oggetti che servivano per la vita di tutti i giorni, contribuendo a creare un patrimonio che oggi possiamo riscoprire e apprezzare.
Un viaggio nel passato che ci aiuta a comprendere l'ingegno e la forza di chi ha vissuto in simbiosi con la natura e che ci insegna a valorizzare il lavoro e il rispetto per ciò che ci circonda.
Libri di Nonno Amedeo
Racconti di vita, tradizioni agricole di un tempo, curiosità di Massarosa
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Tra biodoli e cannelle
Tra Biodoli e Cannelle – Libro di Amedeo Giannini
Storia e ricordi del padule di Massaciuccoli
Un lago e un padule, un tempo fonte di vita e di passioni: la caccia, la pesca, il falasco, il biodolo, le torbiere, le risaie…
Chi negli anni ‘40 e oltre, abitava nella bonifica o nei dintorni di essa, non può dimenticare quanto prezioso fosse il padule con le sue risorse, senza considerare la sua infinita bellezza.
Nelle pagine di questo libro, l’autore ricorda quando da ragazzino viveva le sue giornate in padule, ci fa assaporare il chiarore delle sue acque, ci racconta dei personaggi che lo vivevano e ci fa conoscere i lavori che davano sostentamento alle famiglie: i tagliatori di falasco, le mondine, chi costruiva barchini, chi riparava reti da pesca o fabbricava nasse e bertibelli, ma c’era anche chi catturava le rane per rivenderle al mercato, o chi riempiva le cartucce per i cacciatori…
insomma, Amedeo Giannini ci fa vivere quei momenti e lo fa in modo semplice, ma preciso, con dovizia di particolari, per far rivivere a chi l’ha vissuto le sue bellezze e perchè le nuove generazioni possano conoscere meglio, per rispettarlo, quel territorio che un tempo è stato fonte di vita e ora, purtroppo, rischia di morire.

Terra e guerra
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Tra Terra e Guerra – Libro di Amedeo Giannini
Un anno di vita contadina 1944
La gente si guardava in faccia, quasi non credessero di essere usciti vivi da quel brutto conflitto mondiale.
Le difficoltà che incontravano, erano tante, perchè tutto era stato distrutto, tutto era da rifare.
Ma negli sguardi della gente non si leggeva la rassegnazione: le sofferenze della lunga guerra non li aveva affievoliti, ma aveva rafforzato notevolmente la loro voglia di rivincita e di riscatto, così come lo spirito di collaborazione e di amicizia.
Anche la famiglia del nostro contadino, seppur numerosa, era uscita da quella brutta guerra senza perdite di vite umane e questo era già miracoloso.

Il Falasco
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Il Falasco
L’oro del Massaciuccoli
Quell’insieme di erbe palustri che vedete nelle nostre paludi, verde intenso nel periodo estivo e di un bellissimo giallo dorato nel periodo invernale…ecco quello è il falasco “l’oro del Massaciuccoli” così definito da grandi poeti.
Giovanni Pascoli nelle sue ricerche sui suoni emessi dalla natura e da tutto ciò che si muove così scrive del falasco: “il falasco canta la musicalità dei suoni.” perchè, secondo me, quando è secco se lo si strofina assieme emette un leggero suono, una lieve armonia musicale.
Gabriele D’Annunzio facendo riferimento al grande via vai dei carri che trasportavano il falasco così si esprime: “ecco sui carri per le vie maestre passa il falasco mietuto dalla più grande falce nella palude a l’ombra del Quiesa ove raggiato è il sole”.

Massarosa. Le colture scomparse dalle nostre campagne
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